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admin Qualche passaggio bergamasco qui e là. Per non dimenticare....  
INQUINAMENTO DELLE PROVE - Doni è stato arrestato per il pericolo di inquinamento delle prove. Il giocatore avrebbe tentato la fuga all'alba quando i poliziotti sono andati ad arrestarlo. Doni dopo aver aperto la porta agli agenti avrebbe tentato di raggiungere il garage ma è stato bloccato. Secondo l'accusa sarebbe coinvolto nella combine di almeno tre incontri dell'Atalanta del campionato di serie B dell'anno scorso. Il calciatore è già stato sospeso per tre anni dalla giustizia sportiva dopo che la prima fase dell'indagine della procura di Cremona, a giugno scorso, aveva portato alla luce un suo coinvolgimento. Secondo l'accusa Doni deve andare in carcere perché, assieme ad Antonio Benfenati (gestore di uno stabilimento di Cervia) e all'ex preparatore atletico del Ravenna, Nicola Santoni, sarebbe coinvolto nella combine di alcune partite del campionato scorso dell'Atalanta. Doni, inoltre, da quanto si è saputo, avrebbe anche pagato parte della parcella dell'avvocato di Santoni, per il timore che questi parlasse agli inquirenti. Insieme con Santoni Doni avrebbe anche ipotizzato di alterare i dati dell'iPhone dello stesso avvocato, sequestrato nell'estate scorsa nell'ambito dell'inchiesta, cambiando la password con un computer.
Inviato il 13/07/2020 alle 23:47:16 - Posts totali di admin: 1384RispondiRispondi
admin Qualche passaggio bergamasco qui e là. Per non dimenticare....  
17.59 — "Il capitano dell'Atalanta - scrive Salvini nell'ordinanza -, agendo, anche per conto di imprecisati dirigenti della squadra, che aspirava alla promozione in serie A, utilizzando il supporto costante di un suo 'gruppo di Cervia' ..interferiva o cercava di interferire, con interventi anche corruttivi, al fine di procurarsi illegittimamente i proventi delle scommesse, sui risultati di molteplici partite della sua squadra".
Inviato il 13/07/2020 alle 23:47:52 - Posts totali di admin: 1384RispondiRispondi
admin Qualche passaggio bergamasco qui e là. Per non dimenticare....  
CREMONA - CristiANO Doni non è estraneo ai fatti come sostenuto dal giocatore in merito all'inchiesta sul calcioscommesse della scorsa estate, ma è "un autentico protagonista" ed è per questo motivo che questa mattina è stato arrestato in seguito al nuovo filone d'inchiesta. E' quanto emerge dall'ordinanza firmata dal gip di Cremona, Guido Salvini. Secondo l'ordinanza lo stesso Doni avrebbe "raggiunto un atteggiamento minaccioso con l'obiettivo di far tacere Nicola Santoni (ex preparatore atletico del Ravenna tra gli arrestati di oggi, ndr) perché avrebbe rivelato il sistema del calcio scommesse". A tal proposito il gip si domanda se Doni "debba rispondere anche di induzione con violenza, minaccia o denaro a non parlare o a dire il falso, PENA CHE COMPORTA LA CARCERAZIONE DA 2 a 6 anni".

L'AMICO GERVASONI - Nell'ordinanza si sottolinea poi l'atteggiamento minaccioso dello stesso Doni nei confronti di persone coinvolte nel calcioscommesse nel timore di un possibile tradimento. Tra i protagonisti di questo nuovo capitolo che sconvolge il mondo del pallone anche l'ex calciatore del Piacenza, Carlo Gervasoni, ...............
La Repubblica sport 19.12.2011
Inviato il 13/07/2020 alle 23:48:19 - Posts totali di admin: 1384RispondiRispondi
admin Qualche passaggio bergamasco qui e là. Per non dimenticare....  
«Cambi il passwordino»
È 15 novembre scorso.
Santoni: Olà
Doni: Santoni? Fantozzi è lei?
Santoni: Ah, è tutto a posto
Doni: Sono con il fisso eh. Però ascolta eh, quella password lì?... Fai il falsetto, fai il falsetto (camuffando la voce)
Santoni: (camuffando anche lui la voce)...eh. praticamente
Doni: Ma chi te l'ha detta sta boiata qua? è vera? Nic ...oh!
Santoni: Eh, no prova a cambiare il passwordino
Doni: Pronto?
Santoni: Ho detto tramite il computerino cambi il passwordino
Doni: Eh, scusa. Ma chi te l'ha detta 'sta roba qua
Santoni: Eh l'ha detto. Era l'idea di un avvocato, no? Però mercoledì in un centro tecnico..
Doni: Loro entrano anche se non possono entrare senza?
Santoni: Secondo me teoricamente sì
Secondo il giudice si tratta di un «grave tentativo di inquinamento probatorio» in vista della perizia fissata per il 24 novembre scorso «per estrapolare le informazioni presenti nella memoria».
Inviato il 13/07/2020 alle 23:48:58 - Posts totali di admin: 1384RispondiRispondi
admin Qualche passaggio bergamasco qui e là. Per non dimenticare....  

Doni, spunta telefonata a dirigente dell'Atalanta

BERGAMO - Spuntano nuovi particolari dall'ordinanza di custodia cautelare che ha portato all'arresto di Cristiano Doni. Nelle intercettazioni figura una chiamata del giocatore (effettuata con la scheda rumena) a un'utenza mobile intestata alla società Mdf Italia spa di Milano, di cui è presidente il consigliere d'amministrazione atalantino Isidoro Fratus. Lo ha rilevato L'Eco di Bergamo nell'edizione di stamattina. Interpellato dal quotidiano, Fratus non ha voluto rilasciare commenti. Doni contatta il telefonino della Mdf il 24 marzo 2011, due giorni prima di Padova-Atalanta, una delle partite finite nel mirino degli inquirenti di Cremona. La telefonata avviene alle 18.18 e dura 4 minuti, preceduta dallo scambio di tre sms. A proposito di Padova-Atalanta (finita 1-1), il gip Salvini scrive nell'ordinanza che si tratta di "una partita che, secondo quanto si desume dalle intercettazioni, ha visto raggiunto l'obiettivo che le squadre stesse si proponevano". E ancora: "L'esistenza di un accordo tra le due società è sostanzialmente confermato dalle dichiarazioni rese in occasione degli interrogatori". Sulla partita sarebbe stata giocata "una cifra enorme che conferma la combine". In un'intercettazione Bellavista, ex capitano del Bari arrestato in estate, informa che in Asia erano stati giocati 23 milioni di euro sul pareggio. Lo stesso Doni, per interposta persona, avrebbe scommesso 10 mila euro sul risultato.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/calcio/2011/12/19/visualizza_new.html_15634870.html
Inviato il 13/07/2020 alle 23:49:44 - Posts totali di admin: 1384RispondiRispondi
admin Qualche passaggio bergamasco qui e là. Per non dimenticare....  
25mila € a Santoni per stare zitto
Doni, il gip motiva i «domiciliari»

Le dichiarazioni confessorie rese sono «segno di una riflessione e di resipiscenza in relazione all'attività di frode avvenuta al fine di facilitare la promozione dell'Atalanta in serie A». Così scrive il Gip di Cremona Guido Salvini nell'ordinanza che revoca la misura della custodia cautelare in carcere disponendo gli arresti domiciliari per l'ex capitano dell'Atalanta Cristiano Doni che, pochi minuti prima delle 15 di sabato 24 dicembre, ha lasciato la casa circondariale «Ca del Ferro» dove si trovava da lunedì scorso dopo essere stato arrestato nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse.

Le ammissioni rese dal 38enne calciatore nel corso dell'interrogatorio di garanzia, «ridimensionano» le esigenze di custodia in carcere, perché, sempre secondo il giudice, hanno dato «conferma della sussistenza degli episodi di frode sportiva di maggior rilievo e di altri episodi significativi per le indagini quali i rapporti con Benfenati e Santoni e la consegna a Santoni di una somma di circa 25mila euro a Cervia dopo questi aveva espresso l'intenzione di rendere dichiarazioni pregiudizievoli per lo stesso Doni».

Nel provvedimento che accoglie l'istanza presentata dai legali del 38enne, il giudice precisa anche che le dichiarazioni rese dagli altri arrestati ascoltati in questi giorni sono «sostanzialmente sovrapponibili a quelle rese da Doni e che sono stati confermati già nei primi interrogatori quasi tutti gli episodi descritti nell'ordinanza».

Doni sconterà i domiciliari nell'abitazione della moglie Ingrid in una località dell'Alto Adige e per lui, come per gli due arrestati scarcerati (Antonio Benfenati, gestore dello stabilimento balneare 'I figli del solè di Cervia, e Nicola Santoni ex preparatore atletico del Ravenna Calcio), Salvini ha disposto il divieto di comunicare con persone diverse dai propri stretti congiunti e dai difensori.

«Altri indagati - annota il gip nell'ordinanza con cui dispone i domiciliari per il calciatore - hanno reso dichiarazioni sostanzialmente sovrapponibili a quelle rese da Doni e che sono stati confermati già nei primi interrogatori quasi tutti gli episodi descritti nell'ordinanza di applicazione di misura cautelare». Il comportamento di Doni «appare segno di una riflessione e di resipiscenza in relazione all'attività di frode avvenuta al fin di facilitare la promozione dell'Atalanta in serie A». Gli arresti domiciliari sono concessi anche «considerando che la squalifica inflitta a Doni e l'ampia eco che ha avuto la vicenda sembrano escludere del tutto il rischio di reiterazione del reato».
Inviato il 13/07/2020 alle 23:50:42 - Posts totali di admin: 1384RispondiRispondi
admin Qualche passaggio bergamasco qui e là. Per non dimenticare....  
"Il calciatore del Piacenza Carlo Gervasoni e l'allora capitano dell'Atalanta Cristiano Doni si accordarono, in occasione di Atalanta-Piacenza del 19 marzo scorso, affinché il giocatore nerazzurro tirasse centralmente un rigore che il portiere del Piacenza fece in modo di non parare. Lo ha riferito lo stesso Gervasoni nei suoi interrogatori.

La circostanza emerge dall'ordinanza con cui il gip di Cremona Guido Salvini concede i domiciliari a Gervasoni. Il giudice scrive di «accordi diretti» tra Gervasoni e Doni «con particolare riguardo alle modalità con cui Doni potesse tirare (in modo centrale) un eventuale rigore che il portiere del Piacenza avrebbe fatto in modo, come effettivamente è avvenuto, di non parare».
Inviato il 13/07/2020 alle 23:51:10 - Posts totali di admin: 1384RispondiRispondi
admin Qualche passaggio bergamasco qui e là. Per non dimenticare....  
Ore 09.50 – Last Bet: il giocatore dell’Atalanta Andrea Masiello, in forza l’anno scorso al Bari, si candida ad essere il primo «pentito» della serie A nell’indagine sul calcioscommesse condotta dalla Procura di Cremona. Il calciatore si presenterà su sua stessa richiesta oggi al procuratore Roberto Di Martino, ammettendo di avere partecipato alla «combine» dell’incontro Palermo-Bari del 7 maggio 2011. Masiello intende collaborare anche per evitare l’arresto da parte della Procura di Bari, che ha aperta anch’essa un fascicolo di inchiesta, e limitare al minimo i danni sul fronte disciplinare.
Inviato il 13/07/2020 alle 23:53:18 - Posts totali di admin: 1384RispondiRispondi
admin Qualche passaggio bergamasco qui e là. Per non dimenticare....  
Il racconto dell'ex capitano nerazzurro parte dalla partita con la Pistoiese di 12 anni fa, ammette che anche il risultato di quella gara di Coppa Italia (1-1) fu concordato: «Sì è così, non posso continuare a dire diversamente e se qualcuno vorrà altre spiegazioni, sono pronto a darle».

Poi Atalanta-Piacenza dello scorso anno... «Sette giorni prima mi dissero che contro l'Ascoli avremmo vinto per un accordo. Va bene, faccio io, ma in campo mi accorsi che gli altri stavano giocando sul serio, capisco ora che il risultato è solo un dettaglio. Mi ripetono la stessa cosa per la gara con il Piacenza. Mentre giochiamo realizzo quasi subito che la combine questa volta era reale, tanto che Cassano mi dice dove calciare il rigore. Lui nega? Problemi suoi, andò proprio così».

Poi Doni aggiunge: «Sono stato un imbecille e non esiste nessuna giustificazione. La retrocessione mi aveva segnato, mi sentivo il primo responsabile, avrei fatto di tutto per ottenere la A e infatti ho detto di sì quando mi è stato detto che il Piacenza veniva a perdere... Ecco, non mi sono mai venduto una partita. C'è una differenza almeno in questo - chiede Doni - tra chi lo fa per soldi e chi per amore della propria squadra?».

«No, è vero, c'è da cambiare una mentalità sbagliata, se adesso c'è un'organizzazione criminale, come leggo, che riesce a penetrare con facilità nel nostro calcio, credo che il motivo parta da questa idea sbagliata di cosa è giusto e cosa è sbagliato».

Doni continua: «Dopo aver provato l'esperienza del carcere, mi vergogno di quando andavo e più spesso venivano a chiedermi di non impegnarci troppo perché a noi il risultato non serviva. Sono la persona meno indicata per fare la morale agli altri. Ho sbagliato, forse ho pagato anche oltre le mie colpe, ma è giusto così. Doni non era un angelo, ma nemmeno il diavolo. Però il calcio non può continuare in questo modo. Non è credibile».

Al ragazzo che vuole giocare a calcio direbbe «che deve giocare pulito, sempre e non dare retta a chi gli chiede di barare, anche fosse un compagno. Deve denunciare, far finta di nulla è grave quasi come alterare una partita, non è facile ma questa è la strada. Non prendete esempio da me, fate come Andrea Masiello, bisogna avere il coraggio di parlare e raccontare tutto il marcio nel calcio».

«Si può sbagliare, ma è ancora peggio non alzare la mano e ammetterlo. Io forse speravo di farla franca, ma più che altro pensavo che la mia era una cosa minima, credevo che tutto fosse ricondotto alle scommesse e a qualche accordo sotto banco. Mi sbagliavo, c'è molto di più, ecco perchè non riesco a darmi pace: dovevo capire la gravità delle mie azioni».

Doni racconta che in carcere stava sola e ripeteva «ma come hai fatto? Quanto sei stato stupido, continuavo a pensare all'enorme cazzata commessa». Doni pensa anche ai tifosi: «La Dea era tutto per me, capisco di averli delusi, traditi. Non chiedo perdono, ma che non siano cancellate tutte le cose buone che ho fatto».

Doni definisce «una bestemmia» la voce per cui avrebbe fatto retrocedere apposta l'Atalanta per favorire l'amico Percassi nell'acquisto della società e poi dice «le mie colpe sono relative solo a due episodi: Ascoli-Atalanta e Atalanta-Piacenza» e ancora «spero solo che gli altri calciatori vedano quello che mi è successo e capiscano. Non siano tanto imbecilli e facciano quello che ho in queste ore sta facendo Masiello, è stato molto coraggioso, diversamente da me ha avuto l'intelligenza di denunciare tutto per tempo».

Su Padova-Atalanta Doni che, per esigenze processuali, non ha risposto ad alcune domande, ha sottolineato di non saper nulla, mentre - quanto alla benemeranza civile del Comune - l'ex bandiera nerazzurra ha commentato: «Se me la vogliono togliere mi adeguerò. Ma credo di averla meritata con oltre 300 partite e 112 gol con l'Atalanta. Basta un errore che riconosco e per il quale sto pagando per perderla?».

Due i punti deboli scaturiti dall'intervista: nessuna risposta sui 6 mesi di bugie che hanno preceduto l'arresto e sui suoi rapporti, ancora esistenti, con i sodali del bagno di Cervia.
Inviato il 13/07/2020 alle 23:53:55 - Posts totali di admin: 1384RispondiRispondi
admin Qualche passaggio bergamasco qui e là. Per non dimenticare....  
ANCORA ATALANTA-PIACENZA - Sempre Atalanta-Piacenza. E' la partita dello scorso campionato di B nella quale Doni e Cassano si sarebbero messi d'accordo sul calcio di rigore. E' quella l'ex capitano dell'Atalanta ammette di aver combinato. Ora emergono nuovi particolari. Secondo quanto racconta Gervasoni, la partita è stata venduta due volte. "Rickler (ex di Chievo e Piacenza, ndr) mi disse che c'era la possibilità di prendere dei soldi per perdere la partita, io gli dissi di no. Poi con il fatto che me lo chiedevano anche Gegic e compagnia... Lui venne con i fratelli Cossato. Praticamente abbiamo venduto la stessa cosa a due gruppi". Dalle parole di Gervasoni, il rapporto con il clan degli zingari assume forme inedite: "A differenza di tante società loro pagano di sicuro".
Inviato il 13/07/2020 alle 23:54:58 - Posts totali di admin: 1384RispondiRispondi
admin Qualche passaggio bergamasco qui e là. Per non dimenticare....  
Possibili nuovi arresti, è bufera. Mentana: coinvolti calcatori di serie A
BARI - La svolta dell'inchiesta sul calcioscommesse arriverà "nel giro di 24/48 ore". E sarebbe clamorosa perché si parla dell'arresto di calciatori anche "del massimo campionato". L'annuncio arriva in diretta tv durante il Tg serale di La7. A farlo il direttore Enrico Mentana che ha ricordato che delle indagini si occupano diverse procure, come quelle di Cremona, Bari e Napoli. Se così fosse la cronaca documenterebbe una delle pagine più nere per il calcio italiano. Mentana, a sorpresa, non ha usato giri di parole ed è andato subito al sodo. Ha detto che il "mondo del calcio sta con il fiato sospeso perché è ormai certo che siamo alla vigilia di una nuova ondata di provvedimenti sullo scandalo del calcioscommesse. Si parla, entro 24/48 ore, di un'ondata di arresti che riguarderebbero anche calciatori del massimo campionato". Affermazioni che dalla procura di Bari respingono con il silenzio. Quella di Bari è infatti la procura dalla quale è attesa la svolta. Anche perché nel capoluogo pugliese sono sottoposte ad indagini almeno 19 persone - tra cui nove ex calciatori biancorossi - coinvolte nella presunta combine di nove partite dello scorso campionato di serie A. Tra le partite truccate c'é anche il derby Bari-Lecce (finito 0-2) che permise ai giallorossi di centrare la salvezza proprio in casa dei biancorossi che erano già retrocessi in B. Tuttavia - filtra in ambienti giudiziari - l'attenzione degli inquirenti si sarebbe concentrata nelle ultime ore su un numero ridotto di indagati tra i quali vi sarebbero ex giocatori del Bari, il dirigente di un club pugliese, ristoratori e scommettitori. Posizioni che sarebbero state attentamente vagliate dal gip che ha esaminato le richieste avanzate dal procuratore Antonio Laudati e dal sostituto Ciro Angelillis. Gli ex calciatori biancorossi indagati a Bari sono Daniele Portanova (difensore del Bologna), Alessandro Parisi (difensore del Torino), Simone Bentivoglio, Andrea Masiello (terzino dell'Atalanta), Marco Rossi, Abdelkader Ghezzal, Marco Esposito Antonio Bellavista e Nicola Belmonte. Nel registro degli indagati sono finiti anche i nomi dell'ausiliario ospedaliero barese Angelo Iacovelli, di tre ristoratori ritenuti complici dei calciatori - Nico De Tullio, Onofrio De Benedictis e Francesco De Napoli - di scommettitori e di loro amici: Arianna Pinto, Giovanni Carella, Fabio Giacobbe, lo zingaro Victor Kondic, Leonardo Picci e l'albanese Armand Caca. Le accuse contestate a vario titolo sono di associazione per delinquere e frode sportiva. Le partite sotto la lente degli inquirenti sono le ultime nove del campionato di calcio 2010/2011, in particolare Bari-Lecce, Palermo-Bari, Bologna-Bari, Bari-Chievo e Bari-Sampdoria. C'é anche Udinese-Bari del maggio 2010, una delle ultime del campionato 2009/2010. Per l'accusa, sono state truccate dai calciatori biancorossi che hanno così tradito il club e la loro tifoseria.
Inviato il 13/07/2020 alle 23:55:30 - Posts totali di admin: 1384RispondiRispondi
corra62 Qualche passaggio bergamasco qui e là. Per non dimenticare....  
Rinfreschiamo la memoria che fa bene.
Tra l'altro il Cristiano Bi-Doni venne arrestato mentre si nascondeva in mutande dietro la sua Porsche, in garage.
E se non ricordo male, anni dopo mentre era a Maiorca venne intervistato sulla faccenda, ammettendo che alcuni dirigenti della Tal Anta SAPEVANO TUTTO.
Inviato il 14/07/2020 alle 10:24:15 - Posts totali di corra62: 5988RispondiRispondi
massi Qualche passaggio bergamasco qui e là. Per non dimenticare....  
Che bel thread 😅
E teniamolo in alto, così i bergamaschi che snappano sul nostro sito piangono...
E mentre combinavano queste schifezze, ci rubavano i migliori talenti (rivenduti poi a pedo d'oro) e adesso fanno i fighi e i vergini in Europa
Meglio poveri ma onesti

Inviato il 14/07/2020 alle 12:45:23 - Posts totali di massi: 3127RispondiRispondi


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